I primi arrivati: beatnik e bohemien negli anni 50
Prima che la parola "hippie" esistesse, Ibiza era già un rifugio per spiriti liberi. Negli anni 50, i primi artisti, scrittori e bohemien iniziarono ad arrivare sull'isola attratti dalla sua luce, dal basso costo della vita e da una società rurale che, paradossalmente, era enormemente tollerante verso gli stranieri.
Pittori come Erwin Bechtold, Erwin Broner e il gruppo di artisti tedeschi che si stabilirono a Dalt Vila gettarono le basi di ciò che sarebbe venuto dopo. Ibiza in quell'epoca era un'isola agricola e peschereccia, praticamente priva di infrastrutture turistiche.
Non c'era acqua corrente in molte case di campagna, l'elettricità era un lusso e le strade erano piste di terra. Ma proprio quella austerità, unita alla bellezza selvaggia del paesaggio e al calore degli ibicenchi, risultò irresistibile per chi cercava una vita lontana dal materialismo europeo del dopoguerra.
L'esplosione hippie degli anni 60 e 70
A metà degli anni 60, l'ondata hippie che percorreva la California, Londra e Amsterdam arrivò a Ibiza con forza. Giovani da tutta l'Europa e l'America sbarcarono sull'isola cercando libertà, comunità e uno stile di vita alternativo. Si stabilirono in case di campagna abbandonate, in masserie che i payesi (contadini ibicenchi) affittavano a poco prezzo, e in comuni dove condividevano tutto.
Sant Carles: l'epicentro
La zona di Sant Carles de Peralta divenne l'epicentro di questa comunità. Il bar Anita, che esiste ancora oggi, era il punto d'incontro dove ibicenchi e hippie si mescolavano naturalmente. Gli stranieri portavano musica, idee nuove e un'estetica colorata. I payesi apportavano saggezza, generosità e una tolleranza che sorprendeva tutti i nuovi arrivati.
Non c'era uno scontro culturale: c'era una fusione. Gli hippie di Ibiza non erano un movimento uniforme. C'erano musicisti, pittori, scrittori, artigiani, fotografi, filosofi e semplicemente ricercatori.
Alcuni restarono alcuni mesi; altri, tutta la vita. Molti di coloro che arrivarono negli anni 60 e 70 vivono ancora sull'isola o hanno lasciato figli che oggi sono ibicenchi a pieno titolo, con radici profonde quanto quelle di qualsiasi famiglia payesa.
La moda, la musica e l'artigianato
L'eredità hippie si manifesta in forme molto concrete nell'Ibiza attuale:
- Moda adlib: quei vestiti bianchi vaporosi nacquero direttamente dall'influenza hippie. Designer come Smija Mihailovic fusero le tele ibicenche con influenze orientali
- Mercatini: Las Dalias, Punta Arabí e altri mercati nacquero come punti di baratto e scambio della comunità
- Artigianato: il lavoro in cuoio, la bigiotteria con pietre naturali e la ceramica dipinta a mano hanno origine in quegli atelier improvvisati nelle masserie di campagna
Il seme della musica elettronica
Anche la musica fu fondamentale. Ibiza fu uno dei primi luoghi d'Europa dove si ascoltava rock psichedelico, folk americano e musica indiana. Le jam session in case di campagna e bar furono il germe di una cultura musicale che, decenni dopo, si sarebbe evoluta verso la musica elettronica e avrebbe trasformato Ibiza nella capitale mondiale del clubbing.
L'eredità che permane
Oggi, più di mezzo secolo dopo, l'eredità hippie è ancora viva a Ibiza. La vedi nella tolleranza che permea la società ibicenca, nella convivenza naturale tra culture e stili di vita molto diversi. La vedi nei mercatini, nei negozi di moda adlib, nei ristoranti vegetariani, nei centri di yoga e meditazione che costellano tutta l'isola.
La vedi anche in un certo atteggiamento verso la vita che è difficile da definire ma facile da riconoscere: l'ibicenco, sia nato qui che arrivato trent'anni fa, tende a vivere e lasciar vivere. C'è una libertà nell'aria di questa isola che non si trova in molti altri luoghi.
Questa libertà non è caduta dal cielo: l'hanno costruita, pietra dopo pietra, i payesi che hanno aperto le loro porte e i sognatori che sono arrivati cercando un luogo dove essere se stessi. Ibiza deve loro molto più di quanto a volte si riconosce.
Informazioni pratiche
- Bar Anita (Sant Carles): rimane aperto e conserva la sua essenza; ideale per un caffè con storia
- Las Dalias: il mercatino che meglio incarna lo spirito hippie (sabati, aprile-ottobre)
- Percorso hippie: Sant Carles → Cala Benirràs → Es Amunts ripercorre i paesaggi che innamorarono i primi bohemien
- Cala Benirràs: ogni domenica al tramonto, i tamburi suonano sulla spiaggia in una tradizione che si mantiene dagli anni 70
- Museo Etnografico di Can Ros (Santa Eulària): mostra la vita payesa tradizionale che gli hippie trovarono al loro arrivo
- Libri consigliati: Ibiza Bohemia di Renu Kashyap e The White Island di Stephen Armstrong